Questo sito utilizza cookie per il funzionamento e la migliore gestione del sito. I cookie tecnici e di analisi statistica sono già stati impostati. Per maggiori informazioni, consulta la nostra Cookie Policy. Proseguendo, acconsenti all’utilizzo di cookie.
News

26, Apr 2018


Se una relazione d'amore è finita o se il partner non ci ama più, non dobbiamo trattenerlo...
Se un'amicizia, ha fatto il suo corso e le strade si separano, non può essere forzata; e se per un figlio è giunto il momento di staccarsi dalla famiglia per andare in autonomia verso la vita, bisogna lasciargli la possibilità di farlo. Una massima di buon senso che si affaccia molto spesso nelle relazioni affettive ma che, quasi sempre, non viene rispettata. "Lasciar andare quel che va lasciato andare" è una delle regole meno seguite.
La vita ci chiede di non fermare il divenire delle cose, il fluire, il dinamismo dei cambiamenti, perché sarebbe contro la vita stessa.
Ogni volta che infrangiamo questa regola otteniamo l'esatto contrario di ciò che speravamo: infelicità nostra e dell'altro, rapporti morbosi, situazioni caotiche.
I rapporti nei quali è più difficile "lasciar andare" sono quelli tra partner sentimentali, tra amici e tra genitori e figli, perché entrano in campo i nuclei più profondi della personalità, quelli che hanno più paura dei cambiamenti e attribuiscono ad essi il significato di un possibile annientamento o di restare soli.
Quando non si lascia andare un partner che visibilmente non ci ama più, quasi sempre è perché non riusciamo a rinnovarci, siamo diventati dipendenti, non vogliamo prendere in mano la situazione in modo adulto.
Battiamo i piedi, ci intestardiamo, a volte manipoliamo, come se non sapessimo che l'amore può essere soltanto spontaneo, e non forzato.
E' normale provare dolore.
Ma tutti questi tentativi di non lasciar andare sembrano esprimere proprio questo: la difficoltà di affrontare un passaggio doloroso ma evidentemente necessario.
O, comunque, concreto e reale davanti a noi. " Sto male perché lui se ne va". Invece no: il dolore viene da dentro, l'altro è solo un riempitivo.
Infatti non si soffre per l'altro ma per se stessi: perché la sua scomparsa causerà un vuoto a noi!
Accogliere quel vuoto è il primo passo per diventare adulti completi.
Non è la solitudine a far male, è dipendere da uno che non c'è.

Raffaele Morelli
#studioAriel😇

Trasforma la tua Pagina Facebook in un Sito, istantaneamente.

Prova ora 12 giorni GRATIS

Nessuna carta di credito richiesta, cancella in qualsiasi momento. pagevamp.com

Chiama direttamente